Antonio Sindona


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Recensione - "100% sbirro"

Attività letteraria > Recensioni e prefazioni




Autori: I.M.D. con Raffaella Catalano

Anno di pubblicazione: 2010

ISBN: 978-88.7758-920-0

Editore: Dario Flaccovio Editore - Palermo

100% Sbirro, di I.M.D. e di Raffaella Catalano


Recensione pubblicata a maggio 2010 su " EpucaNostra"

E’ disponibile dal 17 maggio, edito da Dario Flaccovio, il libro “100% sbirro” scritto da I.M.D., uno dei componenti della sezione “Catturandi” di Palermo celato per ovvi motivi di sicurezza dietro le iniziali, e da Raffaella Catalano.
Il libro è una raccolta di ricordi di vita personale e professionale di questo poliziotto che, entrato ventenne nella sezione “Catturandi” della squadra mobile di Palermo, partecipa alle più importanti indagini e catture di pericolosi latitanti del calibro di Giovanni Brusca, Pietro Aglieri, Vito Vitale fino a partecipare alle indagini che hanno portato alla cattura di Bernardo Provenzano.
Quando ho ricevuto la notizia dell’imminente pubblicazione di questo volume non ho voluto perdere l’occasione di celebrare il lavoro di una persona alla quale i cittadini onesti devono sicuramente molto, così come devono molto ai tanti che, in silenzio, sacrificano giornate intere per assicurare alla giustizia pericolosi criminali. Ma l’essere al servizio della comunità non è, di per se, garanzia della qualità del libro e quindi mi sono imposto di fare una recensione che non fosse influenzata da nulla che non fosse strettamente legato alla qualità del libro stesso.
Leggendolo, però, mi sono subito reso conto che avrei potuto giudicarlo da due punti di vista differenti. Da semplice lettore posso certamente dire che il libro è avvincente e scorre piacevolmente alla lettura in un susseguirsi di azioni e di ricordi, talvolta drammatici talvolta divertenti. Perché anche dietro la cattura di un pericoloso latitante possono esserci momenti di allegria da condividere con i colleghi. Una cronaca più dettagliata avrebbe richiesto uno spazio descrittivo molto più ampio all’autore il quale, tuttavia, è riuscito a bilanciare equamente tutti gli ingredienti relativi ai fatti narrati.
C’è, però, un altro punto di vista dal quale questo libro può essere letto e giudicato, ed è quello del cittadino onesto che ha la possibilità di capire al prezzo di quali sacrifici personali e familiari venga garantita la sua sicurezza quotidiana; perché leggendo queste pagine viene quasi spontaneo fare un parallelo con la nostra vita di ogni giorno e capire, o almeno intuire, a cosa siano costretti a rinunciare questi servitori dello Stato. E se parlare di straordinari non pagati, di trasferte anticipate di tasca propria o di benzina pagata e non rimborsata fa subito emergere gli onnipresenti critici (“ma sempre ai picciuli pensano?”) forse il tempo tolto alle loro famiglie può dare il giusto peso a quanto viene fatto quotidianamente e nell’ombra, lontani dalle cronache e dalle telecamere per apparire solo in occasione delle sempre più frequenti catture di latitanti, ma sempre rigorosamente nascosti dietro al loro mephisto (il cappuccio caratteristico degli uomini della “Catturandi” n.d.r.).
Ed allora, in quel momento, il pensiero del lettore non può che allontanarsi dalle vicende narrate nel libro, e le parole stesse che dovrei usare per la recensione perdono il loro significato più vero, lasciandone emergere solo due che possano essere ritenute appropriate in questo frangente: “Grazie ragazzi!”

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